La Mia Storia


LA COLLABORAZIONE CON TRICERRI

Gli incontri a Milano con Emilio Tricerri “l’allora papà del Minibasket italiano”, diventarono sempre più frequenti e sotto la sua spinta partecipai ai corsi di formazione a livello nazionale, studiai, approfondii le mie conoscenze, non solo cestistiche e ottenni nel 1972 a Madonna di Campiglio la tessera di Istruttore Nazionale Minibasket. Continuavo a insegnare Educazione Fisica all’Istituto Professionale A.P.C. di Cremona e nel contempo applicavo le mie conoscenze cestistiche ai bambini del Centro Minibasket U.S. Corona. A partire dal 1976 iniziai una collaborazione “part-time” a livello nazionale con la F.I.P. per l’organizzazione e la gestione dei Corsi di formazione per Istruttori e per Istruttori Nazionali Minibasket. All’Oratorio di Cristo Re i bambini che avevano iniziato il Minibasket nel lontano 1968 crescevano e giocavano nelle squadre giovanili dell’U.S. Corona: il Minibasket era un grande serbatoio non solo per diventare giocatori, ma anche dirigenti, arbitri e allenatori.  Allenavo tutte le squadre giovanili dell’U.S. Corona, titoli provinciali Giochi della Gioventù, titoli FIP provinciali e regionali (Juvi), nazionali (U.S. Corona juniores CSI 1972), serie D, C e serie B (Poule A2) con la Juvi Vergani di Cremona (1981). Sempre nel 1976 vinsi il concorso di “Borsista” all’ISEF Cattolica di Brescia per l’insegnamento di “Metodologia e Didattica dell’insegnamento”.


LA CHIAMATA DELLA FIP

Nel 1981 grazie a Cesare Rubini (allora responsabile del Settore Squadre Nazionali della F.I.P.), al dott. Gianni Petrucci (allora segretario F.I.P.) e a Emilio Tricerri, che era Presidente del Comitato Nazionale Minibasket della F.I.P., fui distaccato dall’insegnamento e nominato Tecnico Federale del Settore Squadre Nazionali iniziando una collaborazione a “tempo pieno” con la Federazione Italiana Pallacanestro (Preparazione Olimpica). Ricordo piacevolmente il 1° Jamborèe a Tolosa (1981: 1° Italia), il 2° Jamborèe a Orvieto (1983: 1° Italia) allenando i giovanissimi Busca e Portaluppi,  i primi incontri al Settore Squadre Nazionali con Rubini, Alessandro Gamba, “Pippo” Faina, Mario Blasone, Franco Novarina, Bruno Arrigoni, Santi Puglisi, le prime esperienze al seguito delle nazionali maschili e femminili: un tourbillon di immagini, sensazioni, prospettive.



NASCE IL PROGETTO MINIBASKET NAZIONALE

Preparai un “progetto Minibasket” su scala nazionale, Cesare Rubini (allora responsabile del Settore Squadre Nazionali F.I.P.) e Tricerri mi diedero l’OK.: era l’inizio di una nuova strada. Ristrutturai completamente i Corsi di formazione per gli Istruttori Minibasket, tracciai le basi per diffondere su tutto il territorio nazionale una nuova filosofia di insegnamento che si basava su un percorso didattico di insegnamento del Minibasket che poneva il bambino al centro della situazione didattica, come “soggetto” e non come oggetto. Dopo aver preparato il programma, contattati i Comitati regionali e provinciali F.I.P. iniziai i “giri d’Italia”. Tutta la penisola fu “setacciata”, furono organizzati in tutte le province i corsi di formazione e di aggiornamento e migliaia di Istruttori Minibasket “crebbero” con questa nuova filosofia. Quanti ricordi, il primo corso Istruttori Minibasket a Brindisi, i corsi successivi in Puglia, la paura di non riuscire a trasmettere ciò che sentivo, poi pian piano arrivò la sicurezza nell’esporre, nel trasmettere, nel dimostrare. Quante nuove amicizie, quante gioie e sofferenze, nebbie, viaggi in macchina, voli in aereo, tragitti in treno, in taxi, orari non rispettati, ritardi, palestre anguste, ma tanto entusiasmo e tanta voglia di imparare da parte di tutti. I contatti continui con i presidenti regionali e provinciali F.I.P., con i responsabili regionali e provinciali Minibasket e con gli Istruttori, mi davano la certezza che il rinnovamento andava per il meglio, che il metodo di insegnamento e di formazione era ottimale e che la strada imboccata era quella giusta.

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5 Commenti

  • giuseppe avella
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    caro prof. Leggevo con attenzione la sua pagina e mi rivedo molto in lei. La sua storia e la mia sembrano le stesse e come lei sono partito dai cortili dell’oratorio, quello di caserta, un mondo che pochi hanno avuto la fortuna di vivere con tutta la passione e la gioia che trasmetteva. Dall’oratorio con le mitiche pgs (polisportive giovanili salesiane) iniziai la mia avventura prima come “calciatore” poi come “allenatore” da allora ho cercato di trasmettere cio’ che lo sport in generale vuole trasmettere ai bambini, ovvero gioia di s tare insieme, spensieratezza e nel mio caso un calcio accessibile a tutti i bambini. Io mi occupo di piccoli amici ovvero bambini dai 5 ai 7 anni anche se sto iniziando da 2 anni a coinvolgere bambini gia’ dai 4 anni. Le confesso che mi trovo a giocare con questa fascia d’ eta’ per puro caso dopo aver trascorso tutta la mia vita da allenatore prirma a cecare i 2 punti e poi i 3 punti!!! Per motivi di lavoro pur di continuare ad “allenare” accettai i piccoli amici un mondo che avevo sempre evitato e dal quale ora non riesco piu’ a farne a meno. Ogno giorno combatto contro l’ignoranza di quei pseudo istruttori che pensano solo a vincere pensando di avere tra le mani dei calciatori e non dei bambini, pur di vincere le provano tutte…bambini piu’ grandi… Nel mio caso rilancio lungo dal portiere e gol mentre gli altri femi a guardare la palla…ecc. Ecc. . cercando di cambiare le cose sono stato accusato di “catechizzare” il calcio…assurdo se si pensa che sono bambini. una cosa che dovrebbero capire le societa’ e che trattandosi di bambini i piu’ bravi degli istruttori dovrebbero stare con loro. Non si puo’ pensare…tanto sono bambini falli correre un po’ , c ‘e’ bisogno di una preparazione a 360 gradi che solo i piu’ bravi possono avere. schemi motori di base…capacita’ coordinative…sono come i mattoncini della lego..,piu’ mattoncini ho a disposizione piu’ cose riusciro’ a fare, quindi pur di vincere una partita non posso privare i miei bambini di questi mattoncini allenandoli e non giocando con loro. Basket,calcio ecc. Ecc. Con i bambini in primis siamo educatori… Poi viene il resto!!! Da caserta per lavoro mi sono spostato in un paese dove per i ragazzi l’unico, modo per stare insieme oltre al bar e ‘ il calcio, la scuola calcio gestita da un ragazzo che non puo’ piu’ continuare rischiava di chiudere, pur di evitare questo ho deciso di continuare io cecando di portare avanti l’obiettivo principale ovvero il bambino al centro di tutto attraverso il gioco nella maniera piu’ ludica possibile. Da oratoriano abituato alle sfide cerchero’ di portare avanti anche questa. Vi faro’ sapere!!! Obiettivo formare o vincere? Io ho scelto la prima!!!

  • Carissimo, io da sempre ho scelto FORMARE. Molti preferiscono VINCERE e anticipare le leggi dell’apprendimento e dell’accrescimento. E’ molto importante educare e sviluppare gli schemi motori di base e posturali (abilità semplici) e trasformarli progressivamente in abilità complesse (fondamentali individiali di gioco) attraverso l’educazione e lo sviluppo delle capacità motorie individuali. Prima si educa, si forma e poi si prova a vincere!

  • prof.Mondoni
    tu non lo sai una domenica pomeriggio me ne stavo in cortile di casa mia a giocare a biglie con i miei compagni. E’ arrivato un signore ben piantato e si è messo a squadrarmi, l’atteggiamento bonario e comunicativo mi ha tranquillizzato. Mi ha chiamato per nome e poi mi ha detto cosa ci facevo lì a giocare a palline.. invece di essere in oratorio, suo figlio mi aspettava, come aspettava tutti.
    Ciao

  • Prof. Mondoni,
    Ogni giorno sono piu innamorata del Minibasket!!!!!!
    E per me e imenso piacere seguire le tue sperienzie e per poter lavorare in Brasile con i tuoi consigli….
    Grazie
    Ale

  • Stiamo lavorando con Massimo Antonelli per predisporre un metodo di insegnamento del Minibasket utilizzando la musica. E’ appurato che la musica aiuta e facilita l’apprendimento (è stata attuata una ricerca in tal senso in Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), migliora il ritmo e la velocità di esecuzione. Siccome è un Laboratorio, stiamo studiando i diversi tipi di musica che si possono utilizzare per i movimenti senza palla, con la palla, il passaggio, etc.

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