I “MONDONIANI”
Nel 1985 fui nominato Istruttore Federale Minibasket e Responsabile della Formazione degli Istruttori Minibasket. Molti Istruttori si qualificavano “Mondoniani” e combattevano contro una filosofia del Minibasket analitica e poco rispettosa dei bisogni e delle motivazioni dei bambini: dure lotte, ma andai avanti per la strada “maestra” con orgoglio. Il mio motto era: “Insegnare la tecnica cestistica un poco alla volta” e ribadii più volte che “non si può insegnare la tecnica se prima non si educano e si sviluppano le capacità motorie”.
LA CHIAMATA DELLA FIBA
Negli anni ’90 si celebrò il centenario F.I.B.A. e con Aldo Vitale organizzammo un Jamborée di Minibasket ad Atene. Diressi il Jamboree che vide la partecipazione di 100 bambini/e provenienti da tutta l’Europa. Poco dopo ebbi la grande soddisfazione di essere chiamato da Aldo Vitale a far parte di un gruppo di coaches della F.I.B.A. (Buceta, Killik, Avakumovic) nel progetto “Young Coaches 2000”, poi la chiamata di Ken Charles, prima in qualità di consigliere del Comitato Europeo Minibasket e successivamente di Presidente del Comitato Tecnico Europeo Minibasket. Ero dappertutto, sempre presente; il Minibasket per me era diventato una “droga”, il lavoro con Ken Charles al Comitato Europeo Minibasket, le riunioni a Londra, i summit a Monaco con Aldo Vitale e Patrik Baumann (segretario generale FIBA), i corsi di formazione per Istruttori Minibasket in tutto il mondo, dall’Argentina all’Africa e in tutta Europa, i Clinic e gli Stages, i libri scritti per la F.I.B.A, le dimostrazioni alla Fiera dello Sport di Colonia: emozioni indimenticabili, viaggi culturali e sportivi esaltanti. Poi le esaltanti esperienze con il gruppo di lavoro della F.I.B.A. (Comas, Killik, Buceta, Avakumovic), il testo scritto (e tradotto in tutto il mondo) per i corsi Istruttori del progetto “Young coaches 2000”, i corsi biennali per Istruttori giovanili tenuti nelle ex Repubbliche russe (Georgia, Armenia, Azerbajan, Estonia, Bielorussia, Moldavia, Albania, Gibilterra, Islanda, Malta, etc.), paesi da scoprire, voglia di basket, spettacoli incredibili.













5 Commenti
caro prof. Leggevo con attenzione la sua pagina e mi rivedo molto in lei. La sua storia e la mia sembrano le stesse e come lei sono partito dai cortili dell’oratorio, quello di caserta, un mondo che pochi hanno avuto la fortuna di vivere con tutta la passione e la gioia che trasmetteva. Dall’oratorio con le mitiche pgs (polisportive giovanili salesiane) iniziai la mia avventura prima come “calciatore” poi come “allenatore” da allora ho cercato di trasmettere cio’ che lo sport in generale vuole trasmettere ai bambini, ovvero gioia di s tare insieme, spensieratezza e nel mio caso un calcio accessibile a tutti i bambini. Io mi occupo di piccoli amici ovvero bambini dai 5 ai 7 anni anche se sto iniziando da 2 anni a coinvolgere bambini gia’ dai 4 anni. Le confesso che mi trovo a giocare con questa fascia d’ eta’ per puro caso dopo aver trascorso tutta la mia vita da allenatore prirma a cecare i 2 punti e poi i 3 punti!!! Per motivi di lavoro pur di continuare ad “allenare” accettai i piccoli amici un mondo che avevo sempre evitato e dal quale ora non riesco piu’ a farne a meno. Ogno giorno combatto contro l’ignoranza di quei pseudo istruttori che pensano solo a vincere pensando di avere tra le mani dei calciatori e non dei bambini, pur di vincere le provano tutte…bambini piu’ grandi… Nel mio caso rilancio lungo dal portiere e gol mentre gli altri femi a guardare la palla…ecc. Ecc. . cercando di cambiare le cose sono stato accusato di “catechizzare” il calcio…assurdo se si pensa che sono bambini. una cosa che dovrebbero capire le societa’ e che trattandosi di bambini i piu’ bravi degli istruttori dovrebbero stare con loro. Non si puo’ pensare…tanto sono bambini falli correre un po’ , c ‘e’ bisogno di una preparazione a 360 gradi che solo i piu’ bravi possono avere. schemi motori di base…capacita’ coordinative…sono come i mattoncini della lego..,piu’ mattoncini ho a disposizione piu’ cose riusciro’ a fare, quindi pur di vincere una partita non posso privare i miei bambini di questi mattoncini allenandoli e non giocando con loro. Basket,calcio ecc. Ecc. Con i bambini in primis siamo educatori… Poi viene il resto!!! Da caserta per lavoro mi sono spostato in un paese dove per i ragazzi l’unico, modo per stare insieme oltre al bar e ‘ il calcio, la scuola calcio gestita da un ragazzo che non puo’ piu’ continuare rischiava di chiudere, pur di evitare questo ho deciso di continuare io cecando di portare avanti l’obiettivo principale ovvero il bambino al centro di tutto attraverso il gioco nella maniera piu’ ludica possibile. Da oratoriano abituato alle sfide cerchero’ di portare avanti anche questa. Vi faro’ sapere!!! Obiettivo formare o vincere? Io ho scelto la prima!!!
Carissimo, io da sempre ho scelto FORMARE. Molti preferiscono VINCERE e anticipare le leggi dell’apprendimento e dell’accrescimento. E’ molto importante educare e sviluppare gli schemi motori di base e posturali (abilità semplici) e trasformarli progressivamente in abilità complesse (fondamentali individiali di gioco) attraverso l’educazione e lo sviluppo delle capacità motorie individuali. Prima si educa, si forma e poi si prova a vincere!
prof.Mondoni
tu non lo sai una domenica pomeriggio me ne stavo in cortile di casa mia a giocare a biglie con i miei compagni. E’ arrivato un signore ben piantato e si è messo a squadrarmi, l’atteggiamento bonario e comunicativo mi ha tranquillizzato. Mi ha chiamato per nome e poi mi ha detto cosa ci facevo lì a giocare a palline.. invece di essere in oratorio, suo figlio mi aspettava, come aspettava tutti.
Ciao
Prof. Mondoni,
Ogni giorno sono piu innamorata del Minibasket!!!!!!
E per me e imenso piacere seguire le tue sperienzie e per poter lavorare in Brasile con i tuoi consigli….
Grazie
Ale
Stiamo lavorando con Massimo Antonelli per predisporre un metodo di insegnamento del Minibasket utilizzando la musica. E’ appurato che la musica aiuta e facilita l’apprendimento (è stata attuata una ricerca in tal senso in Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), migliora il ritmo e la velocità di esecuzione. Siccome è un Laboratorio, stiamo studiando i diversi tipi di musica che si possono utilizzare per i movimenti senza palla, con la palla, il passaggio, etc.