La Mia Storia


L’UNIVERSITA CATTOLICA DI MILANO

Dopo l’esperienza come Borsista all’ISEF Cattolica di Brescia, iniziai a insegnare Pallacanestro all’ISEF Cattolica di Milano e nel 1999 al Corso di laurea in Scienze Motorie e dello Sport all’Università Cattolica di Milano Teoria, Tecnica e Didattica dei Giochi Sportivi (Pallacanestro). Nel 2001 mi laureai in Scienze Motorie all’Università di Roma “Tor Vergata” (110 e lode) e nel 2002 il conseguimento del Master di 2° livello in Metodologia dell’Allenamento (30/30 e lode). Fui nominato Responsabile CAS al CONI provinciale di Cremona e Coordinatore Tecnico e poi Coordinatore Tecnico Regionale della Scuola dello Sport della Lombardia (2001-2009). Poi ancora i corsi di formazione con gli Enti di Promozione Sportiva e con le Federazioni Sportive Nazionali, i progetti Minibasket, i corsi di formazione per i docenti di pallacanestro dei diversi I.S.E.F. nazionali e, per non farmi  mancare niente, fui anche Direttore Generale dei FILACAMP all’Idroscalo di Milano (2001-2004).



FINISCE IL RAPPORTO CON LA FIP

Alla fine del 2001 si interruppe il mio rapporto con la F.I.P. dopo 20 anni di lavoro intenso e appassionante. Continuava il mio insegnamento in Università Cattolica a Milano, e contemporaneamente nel 2001 a Trieste presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Statale (Metodologia dell’Educazione Motoria e Corporea). Fui nominato (vincitore di concorso a Roma) professore di 3° fascia-ricercatore al corso di laurea in Scienze Motorie e dello Sport dell’U.C.S.C. di Milano, la responsabilità dei Centri di Avviamento Sportivi della Lombardia, la direzione della Scuola dello Sport del C.O.N.I. della Lombardia. Le soddisfazioni non mi mancarono di certo! Iniziò una nuova carriera da ricercatore, con la preparazione e la dissertazione di “abstract” sull’Educazione Motoria e sul Minibasket ai numerosi congressi mondiali ECSS e “Sport for All” (Salonicco, Belgrado, Losanna, Cuba, Finlandia, Malesia), l’interesse suscitato in ogni occasione, tantissimi Istruttori avviati al difficile lavoro con i bambini: che soddisfazione!



PER IL MONDO CON LA FIBA

Dal 2002 la chiamata della F.I.B.A. per i Clinic in Finlandia (Helsinki), Francia (Antibes e Nantes), in Spagna (Rosas), in Kossovo (Pristina), per la Fiera dello Sport di Colonia (dimostratore ed Istruttore), gli interventi a convegni sull’Educazione Motoria giovanile, i camp Minibasket e basket in Valsesia e a Cadore, in Basilicata, a Ischia, in Sardegna, i corsi per Istruttori Minibasket a Cremona e all’Università Cattolica di Milano, i clinic Minibasket a Cremona, le lezioni dimostrative “in giro” per l’Italia, i Convegni, i Seminari e gli Stages. Nel 2003 iniziò l’avventura da coach con le squadre maschili e femminili di pallacanestro dell’Università Cattolica di Milano, 10 anni di vittorie ai campionati universitari milanesi e a livello europeo grandi soddisfazioni con l’IFIUS (Dublino, Amsterdam, Vienna, Parigi, Barcellona, Milano, Valencia).  I “Blues”, i miei studenti, le emozioni, le trasferte in pullman e in aereo, quanti ricordi!

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5 Commenti

  • giuseppe avella
    Rispondi

    caro prof. Leggevo con attenzione la sua pagina e mi rivedo molto in lei. La sua storia e la mia sembrano le stesse e come lei sono partito dai cortili dell’oratorio, quello di caserta, un mondo che pochi hanno avuto la fortuna di vivere con tutta la passione e la gioia che trasmetteva. Dall’oratorio con le mitiche pgs (polisportive giovanili salesiane) iniziai la mia avventura prima come “calciatore” poi come “allenatore” da allora ho cercato di trasmettere cio’ che lo sport in generale vuole trasmettere ai bambini, ovvero gioia di s tare insieme, spensieratezza e nel mio caso un calcio accessibile a tutti i bambini. Io mi occupo di piccoli amici ovvero bambini dai 5 ai 7 anni anche se sto iniziando da 2 anni a coinvolgere bambini gia’ dai 4 anni. Le confesso che mi trovo a giocare con questa fascia d’ eta’ per puro caso dopo aver trascorso tutta la mia vita da allenatore prirma a cecare i 2 punti e poi i 3 punti!!! Per motivi di lavoro pur di continuare ad “allenare” accettai i piccoli amici un mondo che avevo sempre evitato e dal quale ora non riesco piu’ a farne a meno. Ogno giorno combatto contro l’ignoranza di quei pseudo istruttori che pensano solo a vincere pensando di avere tra le mani dei calciatori e non dei bambini, pur di vincere le provano tutte…bambini piu’ grandi… Nel mio caso rilancio lungo dal portiere e gol mentre gli altri femi a guardare la palla…ecc. Ecc. . cercando di cambiare le cose sono stato accusato di “catechizzare” il calcio…assurdo se si pensa che sono bambini. una cosa che dovrebbero capire le societa’ e che trattandosi di bambini i piu’ bravi degli istruttori dovrebbero stare con loro. Non si puo’ pensare…tanto sono bambini falli correre un po’ , c ‘e’ bisogno di una preparazione a 360 gradi che solo i piu’ bravi possono avere. schemi motori di base…capacita’ coordinative…sono come i mattoncini della lego..,piu’ mattoncini ho a disposizione piu’ cose riusciro’ a fare, quindi pur di vincere una partita non posso privare i miei bambini di questi mattoncini allenandoli e non giocando con loro. Basket,calcio ecc. Ecc. Con i bambini in primis siamo educatori… Poi viene il resto!!! Da caserta per lavoro mi sono spostato in un paese dove per i ragazzi l’unico, modo per stare insieme oltre al bar e ‘ il calcio, la scuola calcio gestita da un ragazzo che non puo’ piu’ continuare rischiava di chiudere, pur di evitare questo ho deciso di continuare io cecando di portare avanti l’obiettivo principale ovvero il bambino al centro di tutto attraverso il gioco nella maniera piu’ ludica possibile. Da oratoriano abituato alle sfide cerchero’ di portare avanti anche questa. Vi faro’ sapere!!! Obiettivo formare o vincere? Io ho scelto la prima!!!

  • Carissimo, io da sempre ho scelto FORMARE. Molti preferiscono VINCERE e anticipare le leggi dell’apprendimento e dell’accrescimento. E’ molto importante educare e sviluppare gli schemi motori di base e posturali (abilità semplici) e trasformarli progressivamente in abilità complesse (fondamentali individiali di gioco) attraverso l’educazione e lo sviluppo delle capacità motorie individuali. Prima si educa, si forma e poi si prova a vincere!

  • prof.Mondoni
    tu non lo sai una domenica pomeriggio me ne stavo in cortile di casa mia a giocare a biglie con i miei compagni. E’ arrivato un signore ben piantato e si è messo a squadrarmi, l’atteggiamento bonario e comunicativo mi ha tranquillizzato. Mi ha chiamato per nome e poi mi ha detto cosa ci facevo lì a giocare a palline.. invece di essere in oratorio, suo figlio mi aspettava, come aspettava tutti.
    Ciao

  • Prof. Mondoni,
    Ogni giorno sono piu innamorata del Minibasket!!!!!!
    E per me e imenso piacere seguire le tue sperienzie e per poter lavorare in Brasile con i tuoi consigli….
    Grazie
    Ale

  • Stiamo lavorando con Massimo Antonelli per predisporre un metodo di insegnamento del Minibasket utilizzando la musica. E’ appurato che la musica aiuta e facilita l’apprendimento (è stata attuata una ricerca in tal senso in Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), migliora il ritmo e la velocità di esecuzione. Siccome è un Laboratorio, stiamo studiando i diversi tipi di musica che si possono utilizzare per i movimenti senza palla, con la palla, il passaggio, etc.

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